Presentazione del progetto

Presentazione

Mi chiamo Jean-Philippe Mengual. Ho scelto di essere auto-imprenditore (auto-entrepreneur) per potere esplorare un'attività che mi permetterebbe di consociare la passione coll'imperativo economico. Attraverso questo statuto, si tratta di dare una struttura affidabile e stabile per quelli che hanno bisogno, per tentare il progetto che propongo, di una garanzia con un contratto, una protezione giuridica. Orbene, lo statuto francese di auto-imprenditore costituisce un quadro per un'attività, con molte garanzie giuridiche, in particolare rende responsabile l'autore di tutto quello che fa. In stesso tempo, questo statuto permette di non adottare una logica di redditività e di non abbandonare altri progetti che, anche essi, mi appassionano.

Quando ho cominciato nell'informatica

I miei primi anni coll'informatica hanno influenzato la mia concezione attuale dei computer.

Tutto è cominciato nel 1995. Come ogni minorato in Francia, il percorso scolastico quando si è integrati in scuole ordinarie, esigeva di comperare un materiale adattato. Consisteva in una linea braille connessa con un computer portatile. Questo materiale costa molto caro. Così, è stato necessario cercare aiuti intorno a me, con un successo relativo. In fin dei conti, dopo importanti sforzi familiari, siamo stati aiutati.

Però le tecnologie cambiano molto rapidamente. Poco tempo dopo l'acquisizione di questo materiale, il sistema Windows si è imposto dovunque. Ma l'adattazione di un sistema Windows per una persona cieca esige un nuovo software caro, che si pagava con circa 1500 euro.

Per fortuna, la mia scuola ha comperato per sè questo software e me l'ha prestato. Prima dell'università, ho dovuto rendere questo materiale. Si faceva allora la domanda seguente: come pagare il software per usare personalmente un computer con Windows? Non avevo abbastanza volontà ed energia per compilare nuovi documenti, ottenere aiuti inferiori a quelli necessari, discutere, etc... In stesso tempo, un amico mi ha parlato a questo momento di Linux, spiegandomi che la soluzione era totalmente gratuita, però si rivolgeva piuttosto a un publico di appassionati.

Una scoperta banale del software libero

L'emergenza si avvicinava, quindi ho cominciato a raccogliere informazioni a proposito di questo sistema, da un punto di vista tecnico. Con risposte rassicuranti e siccome ero trascinato dalla curiosità del appassionato, ho cambiato di sistema operativo.

Così ho lasciato l'universo Windows sul mio computer personale. Però vero, era necessario essere appassionato per lavorare con Linux: aiuto difficile da trovare per un principiante, un ambiente in puro testo senza menù o icona, linea di commanda dalla sintassi oscura, pagine Internet non accessibili da un browser in testo, ecc... Se fosse possibile sopravvivere in questa sfera, era grazie ad importanti sforzi appassionati, tempo, concessioni e soluzioni per evitare delle situazioni problematiche.

Non ci vedevo nessun problema. Mi piaceva questo. Però mi sapevo totalmente marginale, e non speravo promuovere le mie soluzioni, stesso se mi convenivano. Tutti non vivono la mia passione.

Un passo in più verso la credibilità universale del Software Libero

Nel 2008, ho dovuto cambiare il mio computer. Dopo l'installazione di Linux su un materiale più moderno, ho provato la voglia di studiare i progetti vagali che avevo conosciuto lungo la mia sperienza di Linux fin dal giorno in cui avevo cominciato. Essi avrebbero dovuto permettere a una persona cieca di accedere alla parte grafica di Linux. Dopo qualche problema, ho scoperto queste soluzioni, che stimo operative. Cambiano la mia vita: un software per gestire i miei documenti graficamente, accesso a Internet con Firefox, lavoro d'ufficio con OpenOffice.org... Allora ho avuto totalmente coscenza della potenza della comunità.  Più calma tecnicamente perché il mio cotidiano di cieco era diventato più facile, sono potuto cominciare a cercare di capire i presupposti del Software Libero.

Cambiamento definitivo della mia convizione

Solo mancava ancora una pietra nella mia costruzione. La mia soluzione mi conveniva, ma esigeva un materiale braille. Caro, ci voleva la capacità di leggere il braille, non pensavo che Linux fosse facile da rendere universale per tutti i minorati della vista. Certo, esistevano sintesi vocali, ma la loro qualità non bastava e l'ambientse non conveniva che agli appasionati.

Così ho continuato a cercare, e ho scoperto un software di sintesi vocale che, quando lo si connetteva con il screen reader dell'ambiente grafico di Linux, dà una qualità vocale strittamente uguale a quello che esiste su Windows, e la qualità di un ambiente operativo e gratuito, benché meno complete delle soluzioni paganti con Windows.

Questa ultima scoperta e la propria sperienza di utente cieco mi hanno fatto prendere coscenza di una teoria maggiore: eccetto per un elemento, cioè la sintesi vocale che costa 30 euro per ottenere una qualità uguale all'universo Windows, un non vedente o chi ha difficoltà di vista può, ormai, accedere a un computer, solo a partire da software liberi, gratuiti, dalla communità. Sono operativi e si possono installare rapidamente, il che rende più rapido il processo di reintegrazione. Se per essere aiutato nelle finanze, ci vuole un tempo di parecchi mesi, o uno a due anni, il Software libero si può installare e apprendere in qualche giorno o qualche settimana.

Sempre più implicato nelle soluzioni libere per provarle, tradurle, "hacker" nelle configurazioni, ho scoperto la filosofia di questo movimento e ci ho trovato una qualità di relazione sociale eccezionale. Stabilirci una rete forte di amici è stato un piacere. Fin da questo giorno, defendo il Software Libero, parlando di GNU/Linux e defendendo LibreOffice davanti a OpenOffice.org, quindi privilegiando la comunità rispetto al monopolio. Pertanto ho scoperto rapidamente che il mio aiuto alla comunità non sarebbe stata nel codice o l'amministrazione di una rete. Ma, perché sono personalmente utente cieco ma ho molto sperienza nell'uso dei software liberi, preferisco l'aiuto agli utenti (documentazione, traduzione, assistenza, diffesa della filosofia del libero, promozione di soluzioni come mezzi di accessibilità).

Da questo tempo, ho deciso prima di aiutare la communità per migliorare queste soluzioni, ma anche presentarle agli utenti.

Soprattutto che ci ho rapidamente visto il bisogno reale al cui può rispondere e l'interesse di tali tecnologie per il bene comune. La mia riflessione ha conosciuto un'evoluzione attraverso le conferenze che ho pronunciato e la gente che ci ho incontrato: incontri mondiali del Software libero in Bordeaux (RMLL), nel luglio del 2010; poi in Lione alle Giornate del Software Libero nel ottobre del 2010.

Infine, vari eventi mi hanno permesso di vedere un futuro per questo progetto: il numero di persone che parteciparono alle mie conferenze dedicate ai tecnici mi ha sorpreso molto, il che rivela la consapevolezza daparte dei tecnici della dimensione indispensabile di rendere accessibile un software o una pagina Internet.  Inoltre, ho potuto constatare una fascinazione daparte loro per queste novità libere per rendere accessibile un computer. L'ho capito quando ho partecipato agli incontri del Software Libero di Bretagne nel maggio del 2010, poi nel febbraio del 2011 in Brussele ai FOSDEM, infine durante eventi organizati prima dell'Assemblea Generale di un gruppo di utenti locale di Software Libero.

In fin dei conti, oggi, credo che questo progetto possa vivere, e può avere un ruolo maggiore nel futuro in ciò che concerne l'accessibilità dei computer ai minorati della vista. I particolari della riflessione a proposito di questo progetto si trova sulla pagina "Perché questo progetto".